martedì 17 aprile 2012

Bimbi sul palco per raccontare la storia del Mago Riciclone!

Ci siamo andati sabato allo spettacolo del Mago Riciclone, eh!! 
Sì, sì con la pioggia e con il fango siamo andati al casale podere rosa e abbiamo assistito allo spettacolo "Riciclare . . . un gioco da ragazzi" messo in scena dall'associazione Gattaturchina e ci siamo anche divertiti un mondo!
Uno spettacolo molto particolare, in un ambiente raccolto, in cui tutti i bambini sono stati chiamati a partecipare e, superate le prime timidezze, non volevano più scendere dal palco!
Alla fine dello spettacolo abbiamo concluso il pomeriggio con una meritatissima merenda a base di succo e ciambellone, caldo, caldo appena sfornato nel salone del casale!

Poi tutti a casa canticchiando una nuova canzoncina:

La carta metti nel BIANCO
Il vetro metti nel BLU, BLU, BLU, BLU
Quello che resta nel VERDE
Dacci una mano anche tu!

venerdì 13 aprile 2012

Indiani matti numero zero

Oggi Simone mentre mangiavamo la nostra fantastica Gatto zuppa ha iniziato a canticchiare

non si poteva fare pipí perchè non c'era vasino lí

Giacomo si è illuminato e per la prima volta . . .  La conosco! Me la cantava mia madre, continua . . .


Ma era bella, bella davvero indiani matti numero zero


Simone, è . . . in via dei matti numero zero


Noooo, ma che? La maestra dice indiani matti e quindi è indiani matti!


Mentre Simone continuava a canticchiare Giacomo ha telefonato a sua madre, ha messo il vivavoce e la sua voce ha riempito tutta la stanza con questa canzoncina bellissima!!

Non conoscevo questa canzoncina e cercando il testo su internet ho trovato la sua origine: non si tratta di una canzoncina ma di una poesia di Vinicius De Moraes tradotta e cantata da Sergio Endrigo

La casa
Era una casa molto carina
senza soffitto, senza cucina;
non si poteva entrarci dentro
perché non c'era il pavimento.
Non si poteva andare a letto
in quella casa non c'era il tetto;
non si poteva far la pipì
perché non c'era vasino lì.
Ma era bella, bella davvero
in Via dei Matti numero zero;
ma era bella, bella davvero
in Via dei Matti numero zero.



L'abbiamo ascoltata, e riascoltata, ed ascoltata ancora. Loro adesso dormono ed io rifletto sulla Madeleine di Giacomo, sulla bellezza di questa canzone e sullo sguardo triste di Simone quando ha realizzato che la canzone non parlava di indiani matti. Gli ho detto di non preoccuparsi, che capita di capire una parola per un'altra e che se a lui piace di più con gli indiani matti per noi sarà indiani matti numero zero, e quando sarà grande questa sarà la sua Madeleine.
 





Noi questo fine settimana . . .

Brutto, proprio brutto questo inizio di primavera! Pioggia, freddo, influenza. UFFA!
Ma noi non ci siamo fermati (a breve un paio di post sulle passate gite), nè ci fermeremo! 
E così vi racconto un po' cosa faremo il prossimo fine settimana privati dalla presenza del principe ranocchio causa lavoro (perdonato, anzi, perdonatissimo, visto che grazie al suo sforzo e a questo ultimo strappo finale, prestissimo i confini delle nostre  "gite fuori porta" si allergheranno tantissimo).

Sabato, su segnalazione di Antomin, ce ne andiamo al Casale del Podere Rosa per giocare insieme al Mago Riciclone! Se vi interessa qui trovate la locandina dell'evento e . . . non fatevi fermare dalla pioggia perhè in caso di brutto tempo lo spettacolo si fa in saletta!

Domenica, invece, andiamo a Roma Cavalli, rigorosamente in treno, oltre al ricco programma per gli addetti ai lavori (che in ogni caso potrebbe risultare interessante anche per noi non addetti ai lavori), c'è uno spazio didattico riservato ai bambini che li entusiasmerà di sicuro!

Ci vediamo in giro? Voi che fate?

sabato 31 marzo 2012

Come quando avevo sedici anni #3

Eh, no! Ne avevo 17 la prima volta che ho messo piede in quel locale, ed ero accompagnata da lui, dal ranocchio consorte pochi giorni dopo che ci siamo messi insieme, la nostra prima uscita ufficiale da fidanzatini. Solo che allora entrammo sicuri di come funzionassero le cose in un pub e sicuri che avremmo trovato altri ragazzi come noi. 
Ieri sera invece:
Ma non è che ci ritroviamo in mezzo a duecento ragazzini urlanti?
Ma non è che non ci fanno entrare?
Ma non è che dobbiamo fare la fila?
Ma dai, torniamo indietro.
 
Apriamo la porta del locale e ci si presenta il classico buttafuori duemetriperdue che ci si para davanti
Il ranocchio gracida  un timido come funziona? e lui senza muovere neanche il sopracciglio rivolge lo sguardo verso il proprietario che ci dice:

Consumazione obbligatoria, sono 10 Euro.
No, un momento, dobbiamo anche mangiare!

Proprio sprovveduta non sono e nel pomeriggio avevo fatto un giro sul sito e avevo letto un paio di proposte menù interessanti e dopo una settimana di dieta non potevo proprio farmele scappare!

Ah, allora entrate, è rimasto un tavolo. Andate dal cameriere.

Avete prenotato? 

Prenotato?!? E da quando al pub si prenota? Mi guardo un po' intorno e . . . no, non ci sono ragazzini! Ci sono adulti, anche più che adulti e bambini, sì, sì, bambini! 
Quando ero giovine, ed andavo in quello o in altri pub, andavo senza prenotare, ovviamente, se non c'era posto facevo la fila e non c'erano trentenni in giro, tantomeno quarantenni o cinquantenni! Bambini poi, non ne parliamo proprio! Mi deve essere sfuggito qualcosa.

Comunque,
no, non abbiamo prenotato. 
Ah, allora c'è rimasto solo un tavolo a bordo pista.

Pista che sta DIETRO al palco!!
Ma che . . . z . . , ma neanche al concerto della sua tribute band riesco a stare sotto al palco?!?!

Ed intanto risuonava la voce del cantante dei Pensieri Positivi, la Tribute Band di Jovanotti!! (E sennò che ci andavo a fare lì?!oh, yeah!)
La musica, le parole delle sue canzoni, la voce somigliante, il fisico non tanto, ma il cantante ce la mette tutta, anche se gli mancano buoni 20 centimetri in altezza . . . 
Il bello di andare al concerto di una tribute band è che non ti ritovi ad ascoltare le canzoni dell'ultimo album, ma le canzoni più belle di tutta la carriera del cantante, le più conosciute, ma anche le meno conosciute e  te le presentano con l'entusiasmo e l'esaltazione del fan!
Mi sono proprio divertita! E mentre mi gustavo il concerto ed il mio super mega cheesburgher con patatine, guardando i bambini che ballavano e si rotolavano in mezzo alla pista davanti a me (E DIETRO AL PALCO) ho pensato che la prossima volta possiamo portarci anche Simone e Matteo!!

Questa parte del post è solo per chi conosce il ranocchio:
Non ci crederete mai, ma finito il concerto è salito in consolle il DJ e la pista, quella proprio davanti a noi, si è popolata di gente saltellante ed il ranocchio mi ha chiesto: vuoi ballare?  
E abbiamo BALLATO!! Lo promuovo a principe? MA SI'!


venerdì 23 marzo 2012

Un anno di Mother of Two

 

Già, già, è passato un anno dal primo "pubblica post"!
Spengo la mia prima candelina, faccio un breve discorsetto e poi scarto la carta! Mi sono regalata l'icona dei "tuoi commenti alimentano il mio blog". E visto che non si possono fare give-away, a voi regalo il gadget "seguimi via mail" e qualche chiacchiera sul perchè di Mother of Two . . . del nome, eh!
Quando è nato Simone il principe ranocchio ha ricevuto un' offerta di lavoro che lo ha portato a Dublino per 2 anni. Fortunatamente sono riuscita a seguirlo . . . uno dei pochissimi pregi del mio lavoro! Nei lunghi viaggi in tram per raggiungere l'università o il nido di Simone, per migliorare il mio inglese e per passare un po' il tempo, leggevo sempre i quotidiani gratuiti pieni di cronaca spicciola. Una delle cose che mi ha colpito di quelle letture è stata che quando la notizia riguardava una donna, la sua descrizione partiva sempre con "mother of" ed il numero di figli, che in Irlanda non è mai inferiore a three! Le donne sono principalmente mamme e non casalinghe, avvocati, romane, bionde o qualsiasi altra cosa.
Ecco, io prima di sentirmi biologa, professoressa, trentenne, stonata . . . prima di tutto io mi sento mamma. Mamma di due bellissimi bambini e lo dico in inglese perchè è un'espressione che ho imparato a Dublino, un città in cui ho lasciato un pezzo del mio cuore. E poi, dai, diciamolo, mi piace l'idea che un giorno potrei cambiare il nome del blog in "mother of three"!!

E voi cosa mi potete regalare? Il desiderio l'ho espresso: l'icona aggiunta parla chiaro!
 

domenica 18 marzo 2012

Ehm, io e la femminilità, questa sconosciuta

Ieri sera sono andata in palestra ed è lì, che mi rendo conto fino in fondo di quanto la femminilità sia caduta lontano dall'albero quando sono nata.
Arrivo sempre di corsa, con un borsone pesantissimo portato nel modo più scomposto immaginabile, capelli già legati e ovviamente struccata . . . perchè sì, mi metto un po' di fard la mattina per stemperare un po' il mio colorito verde acido, ma poi passa una giornata intera e di certo non vado ad incipriarmi il naso ogni ora! Entro nello spogliatoio affollato di signorine tutte pettinate, truccate e profumate. Vabbè.
Mi cambio in fretta, indossando una maglietta con scollo all'americana, ma sotto il reggiseno non è all'americana e così, tac, ecco in bella vista le spalline, ovviamente di un altro colore rispetto alla maglietta! Poi metto i pantaloni a pinocchietto che, se va bene, hanno i fili delle cuciture penzolanti, se va male hanno direttamente un bel buco a mezza coscia! Altro che completini griffati in tinta con il calzino (giuro, vengono vestite così!)
Faccio la mia bella oretta di tapiroulant, cyclette, addominali, gambe, spalle e . . . lo sforzo mi si legge in faccia.
Arrivo nello spogliatoio più sfasciata di prima, mi spoglio e cerco, cerco, cerco nel borsone shampoo e bagno schiuma . . . mi sono dimenticata di portarli. Noooo! Mi infilo sotto la doccia e non posso fare altro che sciacquarmi. Torno nello spogliatoio e, neanche a dirlo, le altre si incremano, si spalmano, si imbrillantinano ed io . . . mi viene in mente che mi è avanzato un gettone per la lampada e così "io non mi incremo perchè mi devo fare la lampada, tiè".
Sei minuti, non di più, ormai ho imparato la lezione. Mi vado a specchiare per vedere gli effetti e scopro che all'improvviso sulla mia collana ci sono quattro bimbi e non due . . . no, un momento, la collana ha i soliti due bimbi, gli altri due sono stampati sulla pelle del mio collo!!!
No, non è possibile! Ho dimenticato anche la spazzola per i capelli! Ma allora che c'è dentro a questa borsa così pesante? Meglio non indagare.

Aiuto! Mi serve aiuto . . . come si fa a recuperare? Intanto oggi sono andata dal parrucchiere.

sabato 10 marzo 2012

Come quando avevo 16 anni #2

Da qualche parte bisognerà pur ricominciare . . . ed io ricomincio da qui.

Dopo aver dato fondo alla dispensa, alle scorte in cantina e a qualche rimasuglio dentro al freezer, nel frigo c'i sono rimasti solo un uovo scaduto ed un limone ammuffito. Beh, è il caso di fare la spesa. Ora, io detesto andare a fare la spesa. Hai voglia a seguire le teorie di Vivere con lentezza!
E' più forte di me, girare tra le corsie dei supermercati, cercare quello che mi serve ed essere bombardata da offerte di altre dieci cose che non mi servono, controllare prezzi, scadenze e soprattutto fare la fila alla cassa che . . . no, non ce la posso fare!
Se poi con me vengono anche i bimbi, allora sì che è il delirio!
No, no. Per fortuna che c'è la Coop, con il suo ottimo servizio della Spesa che non pesa! Dopo cena, o meglio ancora a lavoro (shhhh!), mi collego al sito, clicco e aggiungo al carrello le cose che mi servono, scelgo data ed ora di consegna e . . . invio! In meno di mezz'ora la spesa è fatta e mi verrà consegnata puntuale all'ora stabilita suddivisa nelle buste esattamente come piace a me, con uno sforzo minimo, anzi, nullo!
Da qualche mese a questa parte la Coop ha aggiunto a questo fantastico servizio la telefonatina a buste riempite, appena prima di consegnartele, dove ti informano se manca qualcosa di quello che hai chiesto per eventualmente sostiture il prodotto . . .

DRIIIN

Io: Pronto?
Signorina Coop: Buongiorno signora, la chiamo perchè abbiamo appena ultimato il suo ordine e mancano alcune delle cose da lei ordinate.
Io: sì, mi dica . . . 
Signorina Coop: la ricotta Coop è finita, le posso proporre in sostituzione quella Santa Lucia?
Io:  Sì, va bene.
Signorina Coop: il parmigiano Viviverde é finito, le posso proporre in sostituzione il FiorFiore?
Io: ah, sì, sì . . . anche meglio!
Signorina Coop: i filetti di cernia surgelati sono un prodotto nuovo e ancora non li abbiamo in assortimento, vuole che le mando un'altra busta di filetti di platessa?
Io: no, grazie. Era solo per provarli.
Signorina Coop: e poi, signora, ehm, sarebbero finiti anche i profilattici, ma per quello, scusi, ma non so proprio cosa proporle....




Io: un test di gravidanza e poi se risulta positivo il figlio lo metto in conto alla Coop!!



Eh, no . . . non è la risposta che ho dato, no! La verità è che mi sono accesa come una lampadina, quelle rosse, che usano i fotografi . . . mi sono vergognata tantissimo, proprio come quando avevo 16 anni (beh, in realtà ne avevo 18), ed ho chiuso la telefonata con un frettoloso "non si preoccupi, va bene così. Arrivederci" mentre lei, la simpatica Signorina Coop, si sganasciava dalle risate, sì, sì, si sganasciava dalle risate . . . sta scema!