mercoledì 6 luglio 2011

La collina degli Asinelli

 

Lo scorso anno a quest'ora era sotto l'ombrellone già da quindici giorni e sapevo che ci sarei rimasta per altre 8 settimane . . . che bellezza! Quest'anno, invece tra un lavoro, e l'altro siamo ancora piantati a Roma senza riuscire neanche ad organizzare un fine settimana al mare e così ci stiamo dedicando alle domeniche in fattoria e devo dire che sono una più che valida alternativa.

La scorsa domenica è stata la volta della Collina degli Asinelli  a Monte Compatri e siamo stati veramente bene! Come al solito abbiamo avuto qualche problema con il navigatore che adun certo punto insisteva nel farci "girare a sinistra" quando a sinistra c'era un bel burrone! Una rapida telefonata alla gentilissima Lucia che, con le vecchie care indicazioni colorite dai personali punti di riferimento, ci ha riportato sulla strada - sterrata - giusta.

Siamo stati accolti da una decina di asinelli, da un buon caffè e dal programma della giornata:

- una bella passeggiata in giro per il Parco dei Castelli Romani alla ricerca di qualcosa che potesse essere utilizzato per costruire un sonaglio e alla scoperta del Tasso Barbasso, che tanto piace agli asinelli. Ad ogni bimbo è stato dato un cestino e tutti insieme in giro per il parco a cercare . . . Simone ha raccolto sassolini, foglie secche, legnetti, ramoscelli di felce e di ginestra, qualche ghianda, ed una infiorescenza secca di tasso barbasso (quanto me piace sto nome!). Dopo esserci riposati sotto l'ombra di un bellissimo albero di ciliegio che è stato abbracciato da tutti i bimbi, siamo tornati alla fattoria per costruire il nostro sonaglio . . . un capolavoro a mio parere!
- ricco pranzo con bruschette con pomodoro e salsiccia, pennette al pomodoro, pollo alla griglia e verdure grigliate per i grandi, wustel e patatine fritte per i piccoli, biscottini a forma di asinello per tutti!
- tutti sulla collina per costruire delle coloratissime girandole
- spettacolo equestre con l'acrobata pippi calzelunghe
- nutella party (slurp!)
- e per finire passaggiata sull'asinello

il tutto con la bellissima cornice del parco regionale dei castelli romani, delle papere, degli asinelli e dei ragazzi dell'associazione della collina degli asinelli.




Posted by Picasa

domenica 3 luglio 2011

Il coccodrillo di Art Attack

Ma quanto ci piace Art Attack? Tantissimo! Beh, mi piace da quando piace a Simone perchè prima era solo una divertentissima imitazione di Fiorello, ma adesso Simone non si perde una puntata ed ogni volta è tutto un "dai lo facciamo anche noi?!"
Qualche giorno fa il mitico ccccolla vinilica ha spiegato come fare per realizzare un fantastico coccodrillo . . . le mie vene non sono particolarmente artistiche, però la realizzazione di questo coccodrillo non mi sembrava complicata, l'occorrente era tutto disponibile e così . . . pronti, partenza, VIA!

Cosa serve? Un bel bottiglione da un litro e mezzo e di Coca Cola, giornale, nastro adesivo, cartoncino bianco, colla vinilica, carta assorbente, pennelli, colori a tempera . . . un pizzico di pazienza.
Come prima cosa bisogna tagliare il collo della bottiglia, poi si deve fare un bel cono con la carta di giornale (una pagina doppia di un quitidiano è la grandezza del nostro cono). Il cono va riempito di palline di carta di giornale e poi va fissato al fondo della bottiglia con il nastro adesivo.

Poi bisogna fare gli occhi con due palline di carta di giornale da attaccare con nastro adesivo all'altezza dell'attaccatura del cono con la bottiglia. Il naso si fa con un'altra pallina da attaccare sulla punta della bottiglia. 
I denti e le zampe si ritagliano dal cartoncino bianco e si attaccano ai lati della bottiglia sempre rigorosamente con il nastro adesivo.
Poi si prepara la cccolla vinilica con una parte d'acqua e due di colla, si ritagliano tanti pezzetti di carta assorbente e si ricopre tutto con carta assorbente spennelata di colla vinilica. 



Bisogna aspettare che si asciughi la colla . . . noi abbiamo aspettato un giorno e poi si va di colore! 
In mezzo ai denti ci vuole il rosso, gli occhi sono gialli con contorno nero, mentre per i denti e per le zampe si sfrutta il bianco del cartoncino. Infine tutto il corpo verde con qualche riga nera ed il gioco è fatto!
A metà dell'opera ci è finito il verde, ma niente paura, con un po' di blu, un po' di giallo, un pizzico di magia . . . voilà, ecco il verde per completare il nostro coccodrillo!!

sabato 25 giugno 2011

Casa Vianello – Il materasso e le tette


Primo giorno d’estate inaugurato con influenza intestinale e come ogni influenza intestinale che si rispetti è iniziata con una sana vomitata alle 3 di notte. Ovviamente il fattaccio ha imbrattato tutte le lenzuola del lettino e ha colpito l’unica fascia del materasso priva di traversa salvamaterasso. E così, il giorno successivo ho sfoderato il materasso e ho infilato la fodera del materasso in lavatrice. 
L’etichetta suggeriva 40° e non vietava la centrifuga.

Facile.

Mezza giornata al sole , asciutto.

Facile.

Oggi pomeriggio finalmente abbiamo trovato 10 minuti per infilare il materasso dentro alla fodera.
Inizia Giacomo . . . e non ci riesce . . .

G: Ecco, lo sapevo si è ristretta. Te l’avevo detto di non lavarla in lavatrice!

L: Lascia fare a me. Non è possibile che si sia ristretta, sarà la gommapiuma che si è espansa!

Gira di qua, gira di là, tira e spingi, con due spettatori, Simone e Giacomo (uomini inutili)

S: Eh!! Io non ho mai visto una femmina così forzuta!!

L: Che non lo sai? Io sono come wonder woman!

S: Vorrai dire Cat woman

L: Esiste anche wonder woman . . . ci sono anche tante superoi femmina, mica esiste solo Catwoman! Hai visto Giacomo che non si è ristretto proprio un bel niente? Sarà il tuo cervello ad essersi ristretto!

G: Ah sì? A te allora ti si sono ristrette le tette!!

E purtroppo è vero!

Ma come si fa?

Sono proprio arrabbiata, incredula e disgustata! Ma come si fa dico io a rubare un libro ad un bambino?

Questa mattina sono andata con Matteo in un negozio di scarpe, uno di quelli enormi, con tante corsie. Siamo entrati e Matteo era seduto sul suo passeggino con il suo libro preferito in mano. Un libro di Winnie the Pooh, con le pagine di cartone rigido ed una mezza luna aperta in cima con delle guide per far scorrere delle palline colorate . . . primo approccio per imparare a contare . . .Glielo aveva regalato la nonna per alleggerire i lunghissimi giorni che abbiamo passato in ospedale. E' stato il primo libro che ha apprezzato ed uno dei pochi che voleva leggere fino a qualche tempo fa.
Abbiamo provato un paio di scarpe, e l'ho fatto scendere per controllare bene la misura e ho poggiato il libro sulla seduta del passeggino. 
Le scarpe erano perfette. 
Ci servivano anche delle ciabattine per andare in piscina. Le ciabattine erano collocate nella corsia successiva e Matteo non voleva saperne di salire di nuovo sul passeggino. Così ho lasciato il passeggino dov'era, gli ho dato la mano e siamo andati nella corsia successiva. C'era un solo tipo di ciabattine che andavano bene per lui, ho cercato il suo numero, gliele ho provate per scrupolo ed andavano bene. 
Siamo tornati al passeggino e . . . il libro non c'era più. 
Come si fa? Non riesco a capacitarmi. Avrei preferito che mi avessero portato via tutto il passeggino, avrebbe avuto più senso. Ma il libro . . . no, non ha senso!

venerdì 24 giugno 2011

Succede

Succede che due tue colleghe a distanza di un giorno una dall'altra ti dicano di aspettare un bambino.

Succede che vai a trovare una tua amica nella sua nuova casa e che lei ti confida che sta cercando di avere un altro bimbo.

Succede che una delle tue più care amiche partorisce la sua seconda figlia e che tu prendendola in braccio, così piccola, così profumata, così vellutata, ti metta a piangere.

Succede che una piccionessa depone due bellissime uova nel vaso di una pianta del tuo terrazzo e tu resti lì a guardarla covare per ore, immobile, premurosa e orgogliosa.

Succede che finalmente le giornate iniziano con il sole e finiscono con il sole e che le strade si sono riempite di carrozzine.

Succede che ti sei finalmente rimessa in forma e che questa pancia piatta non ti dice proprio niente, anzi non ti piace proprio.

Succede che il tuo primo bimbo non perde occasione per chiedere un altro fratellino, meglio se femmina, "perchè vuole essere in tre".

Succede che incontri una tua collega del corso di preparazione al parto che nel frattempo ha partorito anche un altro bambino e che ti dice "io già penso al terzo, mi piace troppo" e questo ti fa sentire un po' meno strana.

Succede che nella casa in cui sei ora non c'entra un terzo figlio, ma tra un anno ti trasferisci in una casa più grande e lì sì che c'entra.

Succede che una tua collega, la stessa che aspetta un bimbo, in fila a mensa ti chiede cosa aspetti a farle compagnia e che tu, proprio tu non dovresti aver paura di fare il terzo, per "siete due genitori equilibrati".
E succede che ci pensi . . . e ti dici sì. E ci ripensi . . . e ti dici no. Poi nasce un sorriso e ti dici di nuovo sì.

domenica 19 giugno 2011

Il piccione ha fatto l’uovo

Fino a questa mattina i piccioni erano il mio tormento...non tanto per loro stessi, quanto per i loro ricordini che lasciano un po’ ovunque nel mio terrazzo. Fanno il bagno nella ciotola di Gilla, banchettano con i resti del suo cibo, si poggiano sulla ringhiera e “si liberano”, insomma fanno un po’ come se fossero a casa loro. Il mio passatempo è diventato quello di trovare un modo indolore ma efficace per far capire loro che non sono esattamente degli ospiti graditi. E così ho provato prima con le girandole, poi con l’alluminio, per passare ad un repellente e infine all’aceto, prima diluito e poi puro, tanto che quando si esce in terrazzo sembra più di stare dentro alla ciotola dell’insalata piuttosto che su un terrazzo! Questa dell’aceto puro è il rimedio (della nonna) che ha dato i risultati migliori . . . Sono due giorni che non si vede un piccione e che il terrazzo resta pulito. E questa mattina abbiamo scoperto il vero motivo per cui ci siamo liberati dei piccioni. Il motivo è che uno di loro ha scelto uno dei nostri vasi come nido.
Un uovo, piccolo, bianco, pulito, uno spettacolo.
La mamma piccionessa si poggia sulla ringhiera, piega il collo, ci scruta e aspetta il momento giusto per appollaiarsi e covare il suo uovo. Probabilmente gli altri piccioni sanno che questa ormai è casa sua e non vengono più a banchettare da noi, inoltre evidentemente il “nido” dei piccioni deve rimanere pulito perchè nelle sue lunghe attese sulla ringhiera la mamma non si libera più e così il nostro terrazzo è libero dai piccioni, libero dalle cacche e pieno di questa bellissima maternità!
Mi fa un po’ pena l’idea che la piccionessa abbia dovuto deporre il suo uovo dentro ad un vaso ma sono proprio contenta che abbia scelto un vaso del mio terrazzo! Inoltre, trovo affascinante ed emozionante il suo istinto di maternità che la spinge a covare e proteggere il suo uovo nonostante lo abbia deposto nella fossa dei leoni.
Il buobo del none ha suscitato un grandissimo interesse in Simone e Matteo che scrutano incuriositi tutti i movimenti del piccione e approfittano della sua assenza per guardare l'uovo.
Simone le ha detto di non preoccuparsi, che noi non siamo leoni e che faremo di tutto per lasciarla tranquilla a covare il suo uovo e sembra proprio che lei abbia capito perchè adesso non scappa più appena usciamo in terrazzo e se non ci avviciniamo troppo rimane lì nel vaso mentre noi giochiamo.

Speriamo proprio di vedere nascere il pulcino!