giovedì 28 luglio 2011

I hate shopping

Alla fine ci sono cascata . . . ad Ottobre abbiamo un matrimonio. Per Simone e Matteo ho già provveduto (due frac con tanto di papillon e panciotto . . . uno spettacolo!!), il marito non ha problemi visto tutti gli abiti che ha, mentre per me . . . eh, non ho niente da mettere! 

Quale ghiotta occasione? Macchè ghiotta occasione?!? 

Sono anni ormai che compro tutto su internet: frutta e verdura bio, spesa, giocattoli, seggiolini auto, scarpe e vestiti . . . ho iniziato a comprare su internet anche cene al ristorante e cerette alle gambe!! 
Il tempo che risparmio è tutto guadagnato soprattutto in stress e salute! 
Epperò sul mio sito preferito per gli acquisti di abbigliamento online, è da un po’ che fanno solo offerte di costumi, parei ciabattine . . . niente che si addica ad un matrimonio, e soprattutto che possa essere accostato ai Frac dei bimbi! 
Così mi sono fatta prendere dall’ansia e sono andata a fare shopping . . . in un centro commerciale . . . L’idea era di entrare mirata in un negozio dove mi avevano suggerito di andare e dove avrei sicuramente trovato qualcosa che potesse fare al caso mio. 
Vado, parcheggio, ascensore, mappa, paraocchi, entro nel negozio. Saldi . . . poche taglie, pochi modelli, tutto mischiato, e già un po’ mi girano. 
Per fortuna, almeno, non si avvicina nessuna ultra-finta-gentile commessa. Così respiro profondamente ed inizio a guardare i vestiti. Ci saranno stati una ventina di modelli, uno era troppo rigido, uno troppo corto, uno troppo lungo, uno troppo senza spalline, uno troppo turchese e poi uno che forse, forse poteva andare bene. Si avvicinano due ragazzette che prendono il doppione del vestito che stavo guardando io (e che stavo per andare a provare)  e sospirano . . .

-E’ bellissimo!!
-Sì, ma mica te lo comprano!
-Perchè no? . . . per la mia festa di diciotto anni!!

Una doccia fredda. Mollo il vestito, giro i tacchi, esco dal negozio e dal centro commerciale.

E mentre faccio la fila nel parcheggio per uscire (!!!) mi maledico per avere sprecato quelle due ore in cui i bambini erano con la nonna, avrei potuto dormire, sarebbe stato sicuramente molto più utile!

martedì 26 luglio 2011

Essossoddisfazioni, eh?

Eh, già! Oggi scrivo dalla mia nuova e personalissima scrivania collocata in una stanza che è mia per 1/5. Beh, finalmente! Certo, tra una settimana vado in ferie, poi quando tornerò lavorerò un’altra settimana e poi . . . mi scade il contratto e non si sa se me lo rinnovano . . . ma sono dettagli! L’importante è che finalmente ho una mia scrivania! E’ enorme, con tre, dico tre cassetti che posso anche chiudere a chiave . . . vabbè, i cassetti sono pieni di cose di altre persone . . . ma sono dettagli. Ancora non ho il telefono, ma presto verrà fatta richiesta.
Domani porto le foto dei bimbi, un bel portapenne, una piantina e un tappetino per il mouse!

lunedì 25 luglio 2011

Sette anni, oggi

Eh, già! Sette anni oggi!!
Io e te...
che ci abbracciamo forte,
io e te, io e te...
che ci sbattiamo porte,
io e te, io e te...
che andiamo contro vento,
io e te, io e te...
che stiamo in movimento,
io e te, io e te...
che abbiamo fatto un sogno
che volavamo insieme,
che abbiamo fatto tutto
e tutto c'è da fare,
che siamo ancora in piedi
in mezzo a questa strada,
io e te, io e te, io e te!

video

mercoledì 13 luglio 2011

Ogni promessa è un debito


E se c'è una cosa che ho imparato da quando sono una mamma è che le promesse vanno mantenute!
Per cui ecco a voi una serie di fantastiche foto stupide scattate una sera a cena in pizzeria in compagnia dei fantastici tre: Giulio, Pippo e Sandrone!! Quella serata, come ogni altra in loro compagnia, è stata pienadi discorsi assurdi e di episodi buffi (tipo il cameriere che porta via la pizza dei bambini solo perchè i bambini non erano seduti al tavolo- e neanche mamma e papà- perchè i fantastici tre non hanno vigilato a sufficienza). 
Alla fine di ogni discorso assurdo la frase ricorrente ormai è "questo lo scrivi sul blog?"
Sono stati i registi della foto centrale . . . sì, sì, proprio quel capolavoro in cui uno beve un boccalone di birra e gli altri due reagiscono con le mani tra i capelli . . . Bella eh? 
Beh, proprio con quella foto mi è scappata la promessa di pubblicarla sul blog. E così, questa sera in cui il marito è al mare con i bimbi e io sono qui da sola, ho finalmente avuto il tempo di capire come scaricare le foto dal mio fantastico Smartphone e mantengo la mia promessa.

Indovinate un po' chi è Sandrone dei tre?!
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Come quando avevo 16 anni . . . . . . . . . . . . ORA E ANCORA!

Beh, non proprio. Perchè quando avevo 16 anni, o giù di lì, mi mettevo in fila dalle 2 del pomeriggio al caldo, al freddo . . . non aveva importanza. Mi facevo strattonare, spintonare, maltrattare da altri sedicenni come me . . . aspettavo, cantavo, aspettavo e poi correvo più veloce che potessi, per arrivare lì ad abbracciare la transenna, proprio lì, sotto al palco, sognando che la sua mano per un istante sfiorasse la mia o che i nostri sgurdi si incontrassero.
Questa volta, no. Posto numerato sugli spalti per poter arrivare con comodo, per non essere spintonata, per non dover soffrire il caldo. 
Ma il posto numerato sugli spalti era centralissimo, in quindicesima fila, comprato il secondo giorno di vendita dei biglietti, a febbraio, ed il mio cuore batteva forte, le mie mani si tendevano per raggiungere le sue, ho ballato, ho saltato e poi ho cantato a voce alta, fino ad urlare, esattamente come quando avevo sedici anni.

Sto parlando del concerto di Lorenzo, uno spettacolo strepitoso! Siamo partite verso le sette, in quattro con la mia macchina. Le mie due sorelle e la mia amica jovanottiana . . . abbiamo perso solo quello di maggio 2008, ma gli altri li abbiamo visti tutti insieme, io e lei.
Arriviamo in zona stadio, parcheggiamo, compriamo un po' di pizza e poi dentro! Amphi Centrale, fila quindici, posto D06. Il palco non è così lontano, dopotutto. Ed è bellissimo, con una penisola lunghissima in mezzo al parterre, perchè a lui piace un sacco stare in mezzo al suo pubblico.
Aspettiamo, chicchieriamo, ci impicciamo degli affari dei nostri vicini, facciamo amicizia, guardiamo i VIP (Fiorello e famiglia, Nanni Moretti e famiglia, Hunziker-forse) . . . e poi arrivano le 21.30.
Si abbassano le luci e sullo schermo gigante dietro al palco compare . . . Piero Angela, sì, sì, proprio lui, che lancia un documentario, il più grande spettacolo dopo il Big Bang. Sul video compaiono le stelle, si disegna la costellazione della barca, poi quella del volto di Lorenzo ed infine una fiammata e Lorenzo che appare al centro del palco sulle note di Megamix . . . un'esplosione di luci e di voci!
Lui è fantastico come sempre, in completo nero, camicia bianca, cravatta rossa, calzini bianchi e rossi e scarpe paillettate argentate (TROPPO DIVERTENTI!) e bello, bello da morire! Ha cantato praticamente tutte le canzoni del suo nuovo album e tante, tantissime di quelle dei vecchi album, Bella, Una Tribù che balla, Ciao Mamma, la strepitosa L'ombelico del Mondo,Mezzogiorno, Ragazzo fortunato, Serenata Rap, un accenno de Il capo della banda, per finire con La bella vita.
Veramente uno spettacolo strepitoso . . . l'ho già detto? Mi sa di sì.
Lorenzo, bellissimo, lo so, ho già detto anche questo. E bravo, proprio bravo!
Si è cambiato circa tre volte. Il primo abito era nero, poi ha messo un abito rosso, stessa camicia, stessa cravatta. Poi si è tolto la cravatta e ha sostituito la giacca rossa con una giacca verde - bianco, rosso e verde - mitico!  Poi è ricomparso senza giacca e con la camicia sbottonata (mmmmm), poi di nuovo in abito nero, ma con maglietta bianca al posto della camicia. Scarpe e calzini sempre le stesse!
Effetti luminosi e contributi video eccezionali!! Durante la canzone Quando sarò vecchio ha condiviso un filmino di quando era piccolo - emozione alle stelle! Ah, dimenticavo: ci ha regalato anche i FUOCHI D'ARTIFICIO!! E poi sul palco c'ero anche io . . . wonder woman, mi sono fatta piccola, piccola e mi sono messa in un angolino, sopra alla tastiera!
Vi lascio con un piccolo contributo di video e foto ripresi durante il concerto.

video

sabato 9 luglio 2011

Casa vianello - Le vacanze

Mio marito lavora in un posto dove gli uomini vanno vestiti in giacca e cravatta e le donne in abiti succinti con le gambe lucide,color oro e tutti vanno in vacanza a Cortina, a Ponza, a Capri, a Formentera . . . in posti così.

Noi siamo più da litorale laziale, massimo toscana, d'estate e abruzzo d'inverno . . . e i motivi sono ovvi: siamo una famiglia normale, con due bambini, un cane e una casa appena comprata, quindi per il momento il giro del mondo in 80 giorni non fa per noi. Questa è la mia versione. 
La versione del simpaticone di mio marito sapete qual'è?

Mica ti posso portare a Capri.
Perchè?
Beh, non ci possiamo andare, guarda che herpes che hai! Lì sono tutti in tiro! Noi, con te conciata così , possiamo andare al massimo in campeggio!

Conversazione avvenuta alle ore 7.30 di mattina di un venerdì di una settimana faticosissima davanti allo specchio del bagno mentre ci lavavamo i denti.
Io lo lascio .  .  . e me ne vado a Capri!

venerdì 8 luglio 2011

Il pulcino

Questo post lo immaginavo diverso . . . pensavo di dover raccontare dell' emozione di sentire un debole cinguettio, di avvicinarmi al vaso e vedere un piccolo becco aperto in attesa della sua mamma, di chiamare entusiasta i bimbi per fargli vedere il nuovo arrivato e di vedere la loro espressione stupita . . . ed invece . . no.
Ieri sera prima di andare a dormire, ho trovato vicino al vaso il guscio aperto dell'uovo della piccionessa. Mi sono emozionata tantissimo e non ho resistito, ho battuto le mani, forte vicino alla piccionessa che era ancora lì a covare, una, due volte, un po' più vicino e alla fine è volata via. 
Sotto c'era lui, il pulcino, ma purtroppo era morto. L'ho lasciato lì perchè ho pensato che ci avrebbe pensato lei e soprattutto perchè lo stava ancora covando quindi magari non si era ancora resa conto che fosse morto.
Questa mattina era ancora lì, a covare.

In questi giorni ho provato ammirazione ed invidia per quella piccionessa e adesso provo un'infinita tristezza e una pena che pesa sul cuore come se ci fosse un masso sopra.
L'ho ammirata per il suo coraggio, per la sua costanza e per la sua fierezza. E' sempre rimasta lì, con i bimbi che le correvano intorno e che le urlavano vicino. Con il cane che si affacciava proprio dal lato del vaso. Con mio marito che le passava ad un millimetro tutte le sere per innaffare le piante. Con me che stendevo i panni. Con la signora delle pulizie che lavava il balcone e che prendeva i detersivi in uno sportello proprio vicino al suo vaso. Lei era lì, impavida e fiera.
E l'ho invidiata, perchè se ne stava lì a covare il suo uovo, a prendersi cura del suo nascituro. Perchè faceva il suo mestiere di mamma. Semplice ed importante.
E adesso il pensiero di lei che cova per un giorno ed una notte e forse un altro giorno il suo piccolino senza vita è straziante.
Lo so è un piccione, è natura e succede. Ma io la vedo come MAMMA . . . e non ci posso pensare, proprio no.

giovedì 7 luglio 2011

Allattamento maturo

Matteo oggi compie 23 mesi e questa sera, come tutte le altre da quando è nato, per addormentarlo l'ho allattato.
Sì, ancora lo allatto. L'espressione tipica di chi sente questa frase è quella di sgranare gli occhi, di rivolgere lo sguardo verso il bimbetto vivace che alza il pugno e che piroettando su una sola gamba urla Ben Ten, di rivolgere di nuovo lo sguardo verso di me aggiungendo all'occhio sgranato anche il mento allungato fino a terra.
Ma non mi importa niente, ho dalla mia parte l'oms che dice che fino a due anni va più che bene e se mamma e bimbo lo desiderano va bene anche oltre. Appunto, c'è soprattutto il mio desiderio di continuare ad allattarlo e di continuare fino a quando lui ne sentirà la necessità.
Questa è la foto della prima volta che si è attaccato, si è attaccato subito e non si è più staccato. Per lui, oltre che nutrimento è sempre stato anche coccola, consolazione, sicurezza . . . non ha mai voluto il ciuccio, non ha mai preso il biberon . . . ne ho provati di tutti i tipi e di tutte le marche.
Niente.
Beveva dal cucchiaino prima, dal bicchiere con il beccuccio poi e dal bicchiere normale adesso.
Mangia tutto, con appetito e golosità, ed è un bambino indipendente e socievole. Certo, se io sono nei paraggi e si fa male o ha bisogno di sicurezza vuole me, ma se io non ci sono non si dispera e si fa consolare da chiunque gli tenda la mano.
Con Simone è stato diverso. Per lui il mio seno era fonte di nutrimento. Per le coccole e la consolazione c'era altro. Gli bastavano le mie parole, i miei abbracci, i miei baci ed il ciuccio. Ha smesso di prendere il mio latte ad 8 mesi, da solo, da un giorno all'altro. E poi ha continuato con il ciuccio, prima tutto il giorno, poi ogni volta che aveva bisogno di consolarsi, poi solo per dormire e poi una sera da solo mi ha detto che non lo voleva più perchè ormai era grande. Così, semplicemente, senza fatine che portano via il ciuccio, senza dover far finta di averlo perso . . . senza tragedie.
Perchè dovrei fare diversamente per Matteo? Anche lui ormai prende il seno solo per dormire, o meglio per rilassarsi, perchè non si addormenta al seno ma nel suo lettino dopo aver ciucciato. Perchè dovrei improvvisamente mettere dei cerotti sui capezzoli e dirgli che sono rotti? Perchè dovrei farlo disperare? Non posso semplicemente aspettare che sia lui a decidere che è il momento di lasciare il suo ciuccio?
E questa è la premessa . . .

Allattare un bimbo grande che parla è veramente uno spasso . . . detta lui le regole, dove mi devo sedere e da quale tatta iniziare! Quando decide che è il momento mi prende per mano, ovunque siamo, e mi dice mamma, tatta, duta qui (mamma, tatta, seduta qui). Se poi dico di no, perchè non ci sono le condizioni adatte, inizia ad insistere dicendo e dai, tatta mamma, fino ad arrivare a dirmi che sono butta! Decide da quale tatta iniziare dicendo tetta pima (questa prima). Si fa la sua bella ciucciatina e poi si stacca e mi dice dudi tetta, atta (chiudi questa, l'altra) e se siamo sdraiati sul letto, mentre io eseguo il suo ordine di chiudere da una parte ed aprire dall'altra, lui mi circumnaviga e si sistema per benino dalla parte opposta!
E poi si sperimentano tante posizioni di allattamento diverse rispetto a quelle classiche . . . per esempio c'è quella in piedi che è fenomenale!

No, non posso proprio smettere. Lui non è pronto e non voglio fare nessun atto di prepotenza. Io non sono ancora pronta a rinunciare a questi momenti con lui . . . almeno fino a quando non avrò una bimbetta da allattare!

mercoledì 6 luglio 2011

La collina degli Asinelli

 

Lo scorso anno a quest'ora era sotto l'ombrellone già da quindici giorni e sapevo che ci sarei rimasta per altre 8 settimane . . . che bellezza! Quest'anno, invece tra un lavoro, e l'altro siamo ancora piantati a Roma senza riuscire neanche ad organizzare un fine settimana al mare e così ci stiamo dedicando alle domeniche in fattoria e devo dire che sono una più che valida alternativa.

La scorsa domenica è stata la volta della Collina degli Asinelli  a Monte Compatri e siamo stati veramente bene! Come al solito abbiamo avuto qualche problema con il navigatore che adun certo punto insisteva nel farci "girare a sinistra" quando a sinistra c'era un bel burrone! Una rapida telefonata alla gentilissima Lucia che, con le vecchie care indicazioni colorite dai personali punti di riferimento, ci ha riportato sulla strada - sterrata - giusta.

Siamo stati accolti da una decina di asinelli, da un buon caffè e dal programma della giornata:

- una bella passeggiata in giro per il Parco dei Castelli Romani alla ricerca di qualcosa che potesse essere utilizzato per costruire un sonaglio e alla scoperta del Tasso Barbasso, che tanto piace agli asinelli. Ad ogni bimbo è stato dato un cestino e tutti insieme in giro per il parco a cercare . . . Simone ha raccolto sassolini, foglie secche, legnetti, ramoscelli di felce e di ginestra, qualche ghianda, ed una infiorescenza secca di tasso barbasso (quanto me piace sto nome!). Dopo esserci riposati sotto l'ombra di un bellissimo albero di ciliegio che è stato abbracciato da tutti i bimbi, siamo tornati alla fattoria per costruire il nostro sonaglio . . . un capolavoro a mio parere!
- ricco pranzo con bruschette con pomodoro e salsiccia, pennette al pomodoro, pollo alla griglia e verdure grigliate per i grandi, wustel e patatine fritte per i piccoli, biscottini a forma di asinello per tutti!
- tutti sulla collina per costruire delle coloratissime girandole
- spettacolo equestre con l'acrobata pippi calzelunghe
- nutella party (slurp!)
- e per finire passaggiata sull'asinello

il tutto con la bellissima cornice del parco regionale dei castelli romani, delle papere, degli asinelli e dei ragazzi dell'associazione della collina degli asinelli.




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domenica 3 luglio 2011

Il coccodrillo di Art Attack

Ma quanto ci piace Art Attack? Tantissimo! Beh, mi piace da quando piace a Simone perchè prima era solo una divertentissima imitazione di Fiorello, ma adesso Simone non si perde una puntata ed ogni volta è tutto un "dai lo facciamo anche noi?!"
Qualche giorno fa il mitico ccccolla vinilica ha spiegato come fare per realizzare un fantastico coccodrillo . . . le mie vene non sono particolarmente artistiche, però la realizzazione di questo coccodrillo non mi sembrava complicata, l'occorrente era tutto disponibile e così . . . pronti, partenza, VIA!

Cosa serve? Un bel bottiglione da un litro e mezzo e di Coca Cola, giornale, nastro adesivo, cartoncino bianco, colla vinilica, carta assorbente, pennelli, colori a tempera . . . un pizzico di pazienza.
Come prima cosa bisogna tagliare il collo della bottiglia, poi si deve fare un bel cono con la carta di giornale (una pagina doppia di un quitidiano è la grandezza del nostro cono). Il cono va riempito di palline di carta di giornale e poi va fissato al fondo della bottiglia con il nastro adesivo.

Poi bisogna fare gli occhi con due palline di carta di giornale da attaccare con nastro adesivo all'altezza dell'attaccatura del cono con la bottiglia. Il naso si fa con un'altra pallina da attaccare sulla punta della bottiglia. 
I denti e le zampe si ritagliano dal cartoncino bianco e si attaccano ai lati della bottiglia sempre rigorosamente con il nastro adesivo.
Poi si prepara la cccolla vinilica con una parte d'acqua e due di colla, si ritagliano tanti pezzetti di carta assorbente e si ricopre tutto con carta assorbente spennelata di colla vinilica. 



Bisogna aspettare che si asciughi la colla . . . noi abbiamo aspettato un giorno e poi si va di colore! 
In mezzo ai denti ci vuole il rosso, gli occhi sono gialli con contorno nero, mentre per i denti e per le zampe si sfrutta il bianco del cartoncino. Infine tutto il corpo verde con qualche riga nera ed il gioco è fatto!
A metà dell'opera ci è finito il verde, ma niente paura, con un po' di blu, un po' di giallo, un pizzico di magia . . . voilà, ecco il verde per completare il nostro coccodrillo!!